Venerdì 13 febbraio 2026, in un Teatro San Mauro gremito di pubblico, ha avuto luogo lo spettacolo Endrigo e gli altri, una retrospettiva storica, biografica e musicale della vita del cantautore italiano Sergio Endrigo, nato a Pola nel 1933. L’evento si inserisce nella rassegna teatrale Tutti a Teatro 2026 promossa dall’Amministrazione Comunale.
La serata è iniziata con l’intervento di Bruna Borin, Assessore alla Cultura del Comune di Noventa di Piave, che ha portato i saluti dell’Amministrazione Comunale. Sul palco, Walter Sabato, Marta Padovani e il pianista Antonio Vigani.
Walter Sabato e Marta Padovani sono i fondatori del Teatrino della neve che da 20 anni produce e rappresenta spettacoli per adulti e per bambini. A Noventa di Piave sono stati loro a ideare la rassegna teatrale VERTIGINI, che hanno organizzato e diretto fino a un paio d’anni fa. Per lo spettacolo Endrigo gli altri si sono avvalsi della collaborazione di un importante pianista come il M° Antonio Vigani, che ha alle spalle una lunga esperienza in diversi generi musicali anche come compositore.
ENDRIGO E GLI ALTRI Storie e canzoni per raccontare un esodo
Alla fine della seconda guerra mondiale, molti italiani di Istria, Fiume e Dalmazia fuggirono dalla dittatura jugoslava di Tito. Molti di essi arrivarono in Italia, accolti tra diffidenza e solidarietà. Tra di essi c’era un ragazzo, che da grande sarebbe diventato uno dei cantautori più interessanti della scena musicale italiana: Sergio Endrigo.
Per raccontare l’esodo giuliano-dalmata sono stati utilizzati documenti storici, cinegiornali del tempo, testimonianze e poesie di persone originarie di quelle terre, ma la vera protagonista della serata è la musica: il pianoforte del M° Vigani, la chitarra e l’armonica di Walter Sabato e le voci di Walter Sabato e Marta Padovani.
Il cantautore polesano Sergio Endrigo
Sergio Endrigo è nato nel 1933 a Pola ed è morto nel 2005 a Roma. Nel 1947, lascia Pola insieme alla madre come esule. Arrivato in Italia, si fa strada nel panorama musicale dell’epoca, collaborando con personalità molto importanti non solo della musica ma anche della letteratura, come Gianni Rodari, Giuseppe Ungaretti, Pierpaolo Pasolini, Vinicius de Moraes e Toquinho.
Nelle sue canzoni si affaccia spesso la distanza dalla città d’origine, Pola, che per Endrigo rimane idealizzata nella memoria. Questa distanza lo avvicina alla saudade, quella nostalgia profonda, che gli fa apprezzare la cultura brasiliana.
Nello spettacolo, Walter Sabato e Marta Padovani hanno cantato molte canzoni di Sergio Endrigo, con l’accompagnamento del M° Vigani, come Io che amo solo te, 1947, Ci vuole un fiore e La casa, nella versione italiana e in quella brasiliana.
Sergio Endrigo ha pubblicato anche un romanzo, Quanto mi dai se mi sparo?, carico di ironia. Considerato spesso una persona triste e malinconica, Endrigo sapeva essere anche allegro e ironico. Sua figlia Claudia ha pubblicato un libro con le barzellette che suo padre amava raccontare, L’Endrigo allegro.
